A Carlo Alberto di Savoja #1002754

di Giuseppe Mazzini

La Nuova Luce Edizioni

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La pubblicazione della lettera A Carlo Alberto di Savoia di Giuseppe Mazzini, edita nel dicembre del 1831, rappresenta uno dei momenti più affascinanti, audaci e drammatici della storia del Risorgimento italiano. Uscita anonima a Marsiglia, firmata con la formula programmatica «Un Italiano», l'opera fotografa il tentativo disperato e geniale di un giovane esule di indirizzare le sorti della penisola in un momento di profondo smarrimento politico.
All'indomani del fallimento dei moti insurrezionali del 1830-1831 in Emilia, Romagna e nei Ducati, l'Europa sembrava condannata alla Restaurazione e i vecchi patrioti apparivano smarriti. In questo clima di disillusione, Mazzini compie una mossa spiazzante: si rivolge direttamente al nuovo sovrano del Regno di Sardegna, Carlo Alberto, che era salito al trono da pochi mesi. Invece di invocare immediatamente la repubblica — ideale a cui Mazzini non rinuncerà mai sul piano intimo —, il pensatore genovese lancia al re un aut-aut morale che ha il sapore di una sfida storica.
La lettera non è affatto una supplica remissiva, ma un atto d'accusa e al tempo stesso un'esortazione altissima. Mazzini invita il sovrano a scrollarsi di dosso il sospetto di essere un tiranno o un fantoccio nelle mani dell'Austria, spronandolo a farsi paladino della libertà, dell'indipendenza e dell'unità d'Italia. Le parole celebri che aprono il testo chiariscono subito il tono: se Carlo Alberto si dimostrerà un re volgare o tirannico, non meriterà che il silenzio e la lotta; ma se avrà il coraggio di brandire la spada per la nazione, la storia gli consegnerà una gloria immortale, facendolo assurgere a "Napoleone della libertà italiana".
L'importanza di questa pubblicazione è duplice. Da un lato, essa segna il vero e proprio battesimo politico del mazzinismo: è l'officina da cui, di lì a poco, prenderà forma la Giovine Italia, l'associazione che sposterà il baricentro della lotta politica dalla congiura delle sette segrete all'educazione e alla mobilitazione delle masse popolari. Dall'altro lato, la lettera costituisce un banco di prova storico e tattico insostituibile.
Il silenzio gelido e la successiva durissima repressione con cui Carlo Alberto rispose a quell'appello — ordinando arresti e condanne a morte per i mazziniani — ebbero un valore rivelatore. Per Mazzini e per i democratici italiani, quell'epilogo dimostrò l'impossibilità di affidare la liberazione della patria ai troni e ai compromessi diplomatici dei monarchi. Quella lettera, dunque, non rimase solo un manifesto audace del 1831, ma si trasformò nel tempo nel testamento politico di una rottura definitiva: la prova provata che l'Italia avrebbe dovuto fare da sé, conquistando la propria unità attraverso il sacrificio, l'energia e la virtù del popolo.
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Altre informazioni:

Formato:
ebook
Anno di pubblicazione:
2026
Dimensione:
1.52 MB
Protezione:
nessuna
Lingua:
Italiano
Autori:
Giuseppe Mazzini