Una stanza per sé - Manifesto del femminismo letterario #1010434

di Virginia Woolf

Bruno Osimo

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Nel 1928 Virginia Woolf tenne due conferenze sulle donne e il romanzo davanti alle studentesse di Newnham e Girton, i due college femminili dell’Università di Cambridge. Da quelle conferenze nacque Una stanza per sé, pubblicato nel 1929 e diventato, nel giro di pochi decenni, il testo fondativo della critica letteraria femminista e uno dei saggi più letti e citati del Novecento.
La tesi è celebre e spiazzante nella sua semplicità: una donna, per scrivere narrativa o poesia, ha bisogno di denaro e di una stanza tutta per sé. Non si tratta di una boutade. Woolf mostra, con pazienza e ironia, che la libertà intellettuale dipende dalle cose materiali: da cinquecento sterline all’anno, da una porta che si può chiudere, da un’istruzione negata, da un tempo che non appartiene ad altri. Senza queste condizioni, il genio non nasce – o nasce e muore in silenzio.
Il percorso
Il saggio si apre con una scena indimenticabile: la narratrice, seduta sulla riva di un fiume in una mattina d’ottobre, viene cacciata dal tappeto erboso di Oxbridge da un bidello; poco dopo le viene negato l’accesso alla biblioteca perché donna, a meno che non sia accompagnata da un Fellow o munita di una lettera di presentazione. Da questi due piccoli, umilianti episodi prende avvio un’indagine che attraversa la storia, la letteratura, l’economia e la psicologia.
Woolf si chiede perché nessuna donna abbia scritto una parola di quella straordinaria letteratura elisabettiana in cui un uomo su due sembrava capace di canto o sonetto. Ripercorre le vite di Lady Winchilsea, della duchessa di Newcastle, di Dorothy Osborne, di Aphra Behn – la prima donna che visse del proprio ingegno – e poi di Jane Austen, delle sorelle Brontë, di George Eliot. Legge i loro libri e vi trova, insieme alla grandezza, le tracce delle ferite: la collera, la paura, l’amarezza, la crepa al centro che ha fatto marcire tanti romanzi come mele butterate.
E racconta la storia di Judith, la sorella immaginaria di Shakespeare: dotata come il fratello, ma costretta a rammendare calze, picchiata dal padre, promessa in sposa contro la sua volontà, fuggita a Londra, derisa, sedotta, e infine sepolta a un crocevia dove oggi passano gli omnibus. Una figura che è insieme invenzione letteraria e verità storica: tutte le artiste che non hanno potuto essere.
Le idee
Una stanza per sé non è soltanto un libro sulla condizione femminile. È un libro su che cosa rende possibile l’arte. Woolf sostiene che i capolavori non sono parti isolate e solitarie, ma il risultato di molti anni di pensiero comune, di pensiero da parte del corpo del popolo: dietro la singola voce sta l’esperienza della massa. Per questo Jane Austen avrebbe dovuto deporre una corona sulla tomba di Fanny Burney, e tutte le donne insieme dovrebbero rendere omaggio ad Aphra Behn.
Da qui nasce l’idea della mente androgina: una mente grande non è né puramente maschile né puramente femminile, ma risonante, porosa, capace di trasmettere l’emozione senza impedimenti. Shakespeare è il modello di questa mente uomo-donna; Coleridge la definì androgina. E Woolf avverte: è fatale, per chi scrive, pensare al proprio sesso; è fatale essere uomo o donna puri e semplici. Bisogna essere donna-uomo o uomo-donna.
Il saggio si chiude con l’appello più citato: se viviamo ancora un secolo, e abbiamo cinquecento sterline all’anno e stanze nostre, e l’abitudine della libertà e il coraggio di scrivere esattamente ciò che pensiamo, allora la poetessa morta che era la sorella di Shakespeare indosserà il corpo che ha tante volte deposto e nascerà. Lavorare per lei, anche in povertà e oscurità, vale la pena.
A quasi un secolo dalla sua pubblicazione, Una stanza per sé resta un testo di una attualità sconcertante. Parla di disparità salariale, di accesso all’istruzione, di spazi negati, di tempo che le donne non hanno mai avuto tutto per sé.
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Altre informazioni:

ISBN:
9791282653572
Formato:
ebook
Editore:
Bruno Osimo
Anno di pubblicazione:
2026
Dimensione:
510 KB
Protezione:
watermark
Lingua:
Italiano
Autori:
Virginia Woolf