Il genocidio dimenticato - La macchina delle deportazioni nei Gulag sovietici (1917-1959) #719649

di Aleksàndr Solženìcyn

Bruno Osimo

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Diciassette milioni di persone. Forse di più.
Non sono numeri. Sono padri, madri, figli, contadini, operai, intellettuali, sacerdoti, soldati. Tutti risucchiati in una macchina che per decenni ha inghiottito vite umane come se fossero acqua sporca in una fogna. Aleksandr Solženicyn, sopravvissuto al Gulag, ha dedicato la sua vita a raccontare questa storia. Questo libro è una delle sue testimonianze più sconvolgenti.
Un sistema che non si è mai fermato.
Quando si parla dei Gulag sovietici, si pensa subito al 1937, alle grandi purghe staliniane. Ma la verità è molto più vasta e molto più terribile. Le deportazioni di massa sono iniziate con Lenin, nel 1917, e non si sono fermate fino alla morte di Stalin. Contadini sradicati dalle loro terre, popolazioni intere deportate, "nemici del popolo" inventati dal nulla. Un flusso continuo, un sistema fognario che convogliava milioni di cittadini verso lo sterminio.
La macchina delle deportazioni.
Solženicyn non scrive un saggio astratto. Ricostruisce, decennio per decennio, l'ingranaggio perfetto di una macchina infernale: i voronkì (le famigerate "rondini nere") che bussavano alle porte di notte, le carceri stracolme, i treni sigillati che partivano verso il nulla, i lager che si moltiplicavano nella taigà e nella tundra.
E soprattutto: il sistema giuridico che rendeva tutto legale. L'articolo 58 del Codice penale sovietico, che permetteva di condannare chiunque per qualsiasi motivo: una parola di troppo, un pensiero espresso a voce alta, un vicino che ti denunciava per gelosia.
"Genocidio dimenticato" non è uno slogan. È una constatazione. Perché questa storia, nonostante le decine di milioni di vittime, è stata a lungo cancellata, nascosta, negata. E chi ha tentato di raccontarla — come Solženicyn — è stato perseguitato, esiliato, fatto tacere.
Cosa troverai in questo libro
  • Il flusso continuo delle deportazioni (1917-1959): dalle prime repressioni dei menscevichi e dei socialrivoluzionari, alla dekulakizzazione, alle purghe del 1937, alle deportazioni etniche di ceceni, turchi, tedeschi del Volga, tartari di Crimea.
  • L'articolo 58: il cuore giuridico del terrore. Solženicyn lo analizza comma per comma, mostrando come qualsiasi comportamento — e anche qualsiasi pensiero — potesse essere interpretato come "agitazione antisovietica".
  • Le vittime dimenticate: non solo gli intellettuali e i dirigenti del partito, ma soprattutto i contadini, gli operai, i soldati, le donne, i bambini. Persone che non avevano commesso alcun crimine se non quello di esistere.
  • Il sistema dei Gulag: Solženicyn descrive la vita nei lager, le condizioni disumane, la fame, il freddo, il lavoro forzato, le torture, le esecuzioni.
  • Le ondate di terrore: 1929-1930, 1937-1938, 1944-1946, 1948-1949. Ogni ondata ha portato via milioni di persone. Solženicyn le racconta una per una, con la precisione di uno storico e la passione di un sopravvissuto.

Perché leggere questo libro oggi
  • Per non dimenticare: il Gulag non è un capitolo chiuso della storia. È un monito su cosa può accadere quando un regime totalitario ha il potere assoluto sulla vita dei cittadini.
  • Per capire il presente: le parole di Solženicyn risuonano ancora oggi, in un'epoca in cui la propaganda, la disinformazione e la repressione del dissenso sono tornate attuali.
  • Per onorare le vittime: milioni di persone sono morte nei Gulag. Molte sono state cancellate dalla memoria. Questo libro le restituisce una voce.
  • Per la forza della testimonianza: Solženicyn ha scritto questo saggio a rischio della vita. Il manoscritto è stato sequestrato dal KGB, lui è stato esiliato. Ma la verità è più forte di qualsiasi censura.

Un autore che ha cambiato il mondo
Aleksandr Solženicyn (1918-2008) è stato uno dei più grandi scrittori e dissidenti del Novecento. Arrestato nel 1945, trascorse otto anni nei Gulag sovietici. Dopo la liberazione, scrisse Arcipelago Gulag, l'opera che ha svelato al mondo l'orrore del sistema concentrazionario sovietico. Per questo fu espulso dall'Urss e visse in esilio fino al 1994. Nel 1970 ricevette il Premio Nobel per la Letteratura.
Edizione italiana a cura di Bruno Osimo
Questa edizione presenta un saggio fondamentale di Solženicyn, tradotto da un team di giovani traduttori sotto la supervisione di Bruno Osimo. Il testo è corredato da note che spiegano il gergo dei Gulag e i riferimenti storici, per permettere al lettore di immergersi completamente in questa pagina oscura della storia russa.
Il genocidio dimenticato. La macchina delle deportazioni nei Gulag sovietici (1917-1959).
Un libro che non lascia indifferenti. Una testimonianza che tutti dovrebbero leggere.
Acquista ora e scopri la verità che il regime ha cercato di cancellare per decenni.
Fa impressione constatare riga dopo riga la nostra ignoranza: tutti noi abbiamo sentito parlare soprattutto delle purghe staliniane, ma invece qui già nel ventennio 1917-1936 assistiamo alla teorizzazione e alla messa in pratica leniniana di questo sistema disumano. E i principali prigionieri in tutto questo periodo non sono i fascisti o gli aristocratici, ma i socialisti e i socialdemocratici, i socialrivoluzionari, i menscevichi, perfino gli ecclesiastici, ossia tutto quello che oggi chiameremmo «campo largo» e che farebbe parte del versante democratico del panorama politico.
Lenin ha organizzato un perfetto sistema di dittatura, non del proletariato, ma del Partito Unico e dei suoi adepti, tanto più diabolico in quanto i suoi iscritti erano stato programmati per confessare, in nome dell’ideale superiore del Partito, crimini mai commessi. I principali complici di questo regime di terrore erano i comunisti stessi, talmente indottrinati e acritici da non essere capaci non dico di ribellarsi ma anche solo di pensare di ribellarsi.
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Altre informazioni:

ISBN:
9791281358119
Formato:
ebook
Editore:
Bruno Osimo
Dimensione:
700 KB
Protezione:
watermark
Lingua:
Italiano
Anno di pubblicazione:
2026
Autori:
Aleksàndr Solženìcyn