Restare al mondo #1010911

di Gaetano Romaniello

Gaetano Romaniello

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«Non li conto per amore. Li conto perché finché respirano io sono ancora figlio.»
Lorenzo Cardillo ha cinquant'anni e non è mai uscito di casa. Vive in una frazione della bassa pavese, dove è nato, in una cucina con una luce che non cambia mai. Di notte conta i colpi del depuratore oltre il canale — tum, e poi il silenzio, e poi un altro tum — e conta i respiri dei suoi genitori vecchi di là dal muro. Lo ammette subito, senza sconti: non li conta per amore. Li conta per controllo. Perché finché loro sono vivi lui può restare figlio, che è l'unico mestiere che gli sia mai riuscito.
Poi una notte sua madre, nel sonno, pronuncia il suo nome con una tenerezza che lui non ha mai saputo riconoscere. Da quel pianto comincia questo libro.
Per la prima volta Lorenzo guarda davvero i suoi. Il padre nasce in un basso di Napoli nel 1954, dodicesimo figlio di una donna consumata dalla miseria, e a tre anni viene dato via: lo scelgono perché, trovato a raccogliere briciole sotto il tavolo, ne offre una alla mano tesa di una sconosciuta — il gesto che ripeterà tutta la vita. Ad Aversa una maestra scopre che il bambino ha l'orecchio assoluto e implora di dargli lezioni di piano. Il padre adottivo rifiuta: il maschio si deve sistemare. Il pianoforte si spegne per sempre. Trent'anni dopo quell'uomo finirà mesi in carcere da innocente, negli anni di Mani Pulite, e in famiglia nessuno ne parlerà mai.
La madre è un'orfana pugliese che a tredici anni sale al Nord e trova le porte chiuse piano — non si affittava ai terroni. Fabbrica, turni, le dita di un'operaia perse nella pressa. Cinquant'anni dopo, raccontandolo, chiuderà con due parole che sono tutta la sua filosofia: «Eh. Si lavorava.»
E lui, il figlio, racconta anche la propria parte peggiore: i capricci crudeli del bambino fragile, la frase feroce sulle mani rovinate di sua madre, i lavori che non sono mai diventati un lavoro, la vergogna, la vita vissuta al condizionale.
Poi arrivano la vecchiaia dei genitori, la malattia, l'anno chiuso del Covid. E nella cura — cucinare guidato da lei, lavare il corpo di lui, reggere la burocrazia sanitaria — l'uomo che ha sempre soltanto preso impara finalmente a dare.
«Restare al mondo» non promette nessuna guarigione, e non la concede. La depressione resta: è la mia geografia, è il paese in cui sono nato e in cui morirò. Quello che cambia è lo sguardo. Capire, tardi, di non essere stato trattenuto dalla vita, ma tenuto in vita.
L'acqua ferma non è morta: aspetta che qualcuno la guardi.
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Altre informazioni:

Formato:
ebook
Anno di pubblicazione:
2026
Dimensione:
753 KB
Protezione:
nessuna
Lingua:
Italiano
Autori:
Gaetano Romaniello