Anna al collo - Ascesa, illusione, vanità di una moglie trofeo #1006206

di Antón Čechov

Bruno Osimo

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Una ragazza di diciotto anni, bella e povera, viene data in sposa a un funzionario di cinquantadue anni. Non è amore, non è passione, non è nemmeno interesse: è necessità. La famiglia è in miseria, il padre beve, i fratelli non hanno stivali, la madre è morta. Il matrimonio con Modest Alekseič — uomo di princìpi, con centomila rubli in banca e una tenuta di famiglia — è l'unica via d'uscita. Anâ accetta, e in cambio riceve un abito da sposa cucito a debito, un viaggio di nozze a un monastero, e la certezza di essere stata comprata.
Ma Anâ non è una vittima rassegnata. È una ragazza intelligente, orgogliosa, e soprattutto bella. E la bellezza, in un mondo governato dagli uomini, è un'arma. Čechov lo sa, e lo sa anche Anâ: lo scopre alla stazioncina di campagna, sotto la luna, quando Artynov — il ricco proprietario delle dacie, il noto dongiovanni — la guarda con bramosia; lo scopre al ballo del Circolo della Nobiltà, quando entra nella sala e vede il suo riflesso nello specchio immenso, illuminata da mille luci; lo scopre quando gli uomini fanno la fila per offrirle champagne, quando Sua Eccellenza in persona le bacia la manina e le chiede di tornare a trovarlo.
In poche settimane, Anâ passa dall'essere una moglie trofeo all'essere una regina dei salotti. Non chiede più soldi al marito: gli manda conti. «Consegnare al portatore della presente 200 rubli». «Pagare immediatamente 100 rubli». Non lo teme più, non trema più davanti a lui: un giorno, semplicemente, gli dice «Andatevene via, cretino!». E lui obbedisce.
Ma il genio di Čechov non sta nella descrizione dell'ascesa di Anâ. Sta nei dettagli, nei gesti, nelle contraddizioni. Sta nel mento di Modest Alekseič, rasato e rotondo, che «somigliava a un tallone». Sta nelle lacrime che rigano il viso di Anâ in treno, mentre pensa al padre e ai fratelli affamati — e che si asciugano miracolosamente quando il treno si ferma e c'è qualcuno che la guarda. Sta nella scena del ballo, quando Anâ, fiera e sicura di sé, imita involontariamente la madre defunta, e per la prima volta in vita sua si sente ricca e libera. Sta nella battuta finale, quando Modest, ricevuta l'Anna di seconda classe, chiede a Sua Eccellenza di fargli da padrino al futuro figlio Vladimir — e Sua Eccellenza si immerge nel giornale senza rispondere.
Scritto nel 1895, Anna al collo è uno dei racconti più feroci e più umani di Čechov. Non c'è moralismo, non c'è condanna, non c'è spiegazione. C'è una ragazza che scopre il proprio potere e non ha intenzione di rinunciarvi; c'è un uomo volgare che non si accorge di nulla; c'è una società che compra e vende le donne come ornamenti, e che poi le ammira per la loro bellezza. C'è, soprattutto, la straordinaria capacità di Čechov di cogliere i sentimenti umani nella loro contraddittorietà: la pietà e l'egoismo, la vergogna e la gioia, la fragilità e la forza. Anâ non è buona né cattiva: è viva. E questo, in letteratura, basta.
Questa edizione filologica, basata sulla norma ISO 9 per la traslitterazione dei caratteri cirillici, offre una traduzione accurata e un apparato che guida il lettore nella comprensione del testo e del suo contesto. Un libro per chi ama la grande letteratura russa, per chi studia Čechov e la narrativa breve, per chi è interessato alla traduzione letteraria e alla critica, e per chiunque voglia riflettere su una domanda semplice e scomoda: quanto costa, davvero, la felicità?
Anton Čechov (1860-1904) è uno dei più grandi scrittori russi, maestro del racconto breve e del teatro. Tra le sue opere più note ricordiamo Il gabbiano, Zio Vanja, Tre sorelle e Il giardino dei ciliegi. In questa collana, Bruno Osimo cura e traduce le sue opere con rigore filologico, offrendo nuove versioni e letture critiche.
Temi: letteratura russa, Čechov, narrativa breve, matrimonio, vendita, bellezza, potere, vanità, ascesa sociale, ipocrisia, traduzione letteraria, filologia.
Pubblico: lettori di narrativa classica e russa, studenti di letteratura e slavistica, studiosi di traduzione, appassionati di Čechov.
Collana: Opere di Čechov – edizioni filologiche a cura di Bruno Osimo.
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Altre informazioni:

ISBN:
9791282653558
Formato:
ebook
Editore:
Bruno Osimo
Anno di pubblicazione:
2026
Dimensione:
290 KB
Protezione:
watermark
Lingua:
Multilingua
Autori:
Antón Čechov