"L'uccello è posato su un albero" o "lo zigolo è posato su un ontano"?La differenza tra queste due frasi è la differenza tra una prosa scialba e una prosa artistica. Eppure, nella traduzione, la prima versione è quella che prevale.
Jiří Levý, uno dei più grandi teorici della traduzione del Novecento, ha studiato questo fenomeno con la precisione di uno scienziato e l'intuito di un artista. In questo saggio fondamentale, svela i meccanismi che trasformano un testo brillante in un traduttese grigio, piatto, privo di vita.
Cosa rende una traduzione "grigia"?Levý lo dimostra con esempi concreti:
- La scelta delle parole: il traduttore tende a usare il termine più generico (albero) invece di quello specifico (ontano), impoverendo l'immagine.
- La perdita di sfumature: le parole emotivamente cariche vengono sostituite da equivalenti neutri e incolori.
- La paura di ripetere: i traduttori evitano le ripetizioni che nell'originale hanno una funzione stilistica, ma non sanno sostituirle con sinonimi efficaci.
- La logicizzazione: il traduttore spiega, esplicita, collega ciò che nell'originale è lasciato in sospeso, distruggendo la tensione poetica.
- Il rafforzamento degli effetti: paradossalmente, mentre appiattisce le sottigliezze, il traduttore tende a esagerare gli effetti più rozzi (insulti, enfasi, volgarità).
Perché leggere questo libro- Se sei un traduttore: scoprirai i meccanismi psicologici che ti portano a scegliere la parola più facile invece della più giusta. Imparerai a riconoscerli e a combatterli.
- Se sei uno studente di traduzione: questo libro ti offre una cassetta degli attrezzi per analizzare il tuo lavoro e migliorarlo.
- Se sei un editor: capirai perché molti testi tradotti suonano "strani" e come aiutarli a diventare più vividi.
- Se ami la letteratura: scoprirai cosa si nasconde dietro la differenza tra una grande traduzione e una mediocre.
Il metodo di LevýLevý non si limita a teorizzare. Conduce esperimenti: chiede a traduttori professionisti di ritradurre in ceco un testo che era stato tradotto in altre lingue. Poi confronta i risultati. E scopre che i traduttori, indipendentemente dalla lingua di partenza, compiono gli stessi errori.
"Il traduttore, spinto dal desiderio di interpretare il testo per il lettore della cultura ricevente, talvolta esplicita un pensiero che nell'originale è solo alluso e lasciato nel sottotesto. Ma la 'dissimulazione' è una caratteristica della costruzione di un'opera contemporanea quanto le affermazioni esplicite."Edizione italiana a cura di Bruno OsimoQuesta edizione presenta la traduzione italiana del saggio di Jiří Levý, curata da Bruno Osimo, con una prefazione che contestualizza l'opera nella storia della traduttologia.
L'autoreJiří Levý (1926–1967) è stato il più grande teorico della traduzione ceco. I suoi studi hanno influenzato generazioni di traduttori e studiosi in tutto il mondo.
L'arte della traduzione e i suoi saggi sullo stile traduttivo sono ancora oggi testi fondamentali per chiunque lavori con le lingue.
Acquista ora e scopri come trasformare il tuo "traduttese" in letteratura viva.Leggendo una traduzione diretta o intermedia e l’opera originale, il lettore sensibile al linguaggio percepisce una differenza nello stile.
Anche quando il testo tradotto non presenta evidenti errori o goffaggini linguistiche, spesso appare scialbo, incolore, grigio, privo di quel sottile tocco poetico che contraddistingue la prosa artistica da qualsiasi testo anche letterariamente corretto.
La critica in questi casi parla di «traduttese» ma il confronto, di norma, aiuta a mostrare concretamente ciò che manca al testo.
Le caratteristiche stilistiche negative della traduzione possono essere stabilite a) empiricamente, b) sperimentalmente.