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Buona giornata infermiere #1012171

di Angelo Garda

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Angelo è infermiere in un reparto di terapia intensiva di un grande ospedale di Milano e spesso si trova a riflettere sul proprio lavoro. Questa professione oltre ad una preparazione e un continuo aggiornamento, richiede anche grandi doti di sensibilità ed empatia. Già, perché essere infermiere, significa avere una profonda sensibilità per l'umanità, per la comprensione, per la pazienza e per l'ascolto, associate alle capacità di fare e di agire tempestivamente. Ogni giorno, Angelo, tra le mura dell'ospedale, porta la sua professionalità e la sua persona, non si prende cura solo del corpo dei suoi pazienti ma anche della loro anima. E anche quando lo assalgono i dubbi e le preoccupazioni, Angelo non può fare a meno di essere quello che è, non può fare a meno di parlare con i suoi pazienti, anche con quelli che apparentemente non possono sentirlo, di stare vicino ai suoi colleghi più fragili, di insegnare ad altri tutto quello che sa e di imparare sempre qualcosa.. Angelo non "fa" l'infermiere; Angelo "è" un infermiere, con tutto il peso e le conseguenze che questa distinzione comporta. Non è un infermiere perfetto, ma un bravo infermiere. Parla con i pazienti sedati e con parenti preoccupati e ad entrambi chiede di "aiutarci ad aiutarvi" Cerca di trattare tutti con equità, ma si affeziona solo ad alcuni pazienti. A tutti, quando non sbaglia, cerca di dare conforto e un sorriso, perché, come scrive: "Il sorriso di un paziente non ha prezzo" Ma non pensiate che sia un libro sdolcinato. Tutt'altro. L'Angelo-autore, nella Premessa, ci avverte che ha "iniziato a scrivere in un momento di sconforto" nel quale "le parole fluivano solamente nel PC per la necessità di comprendere cosa aveva messo in crisi l'infermiere che conoscevo e che si stava perdendo". Il peso dei pensieri di Angelo è pervasivo, intransigente, oppressivo, a tratti angosciante. In un capitolo titolato significativamente "Sensibilità o Vulnerabilità" leggiamo: "Come è diventato difficile lavorare in ospedale, cosa mi sta succedendo, da dove arriva tutta questa mia sensibilità, ma soprattutto dove mi porterà? Il rischio del non pensare è quello di "non sentire", il peccato è quello "della rimozione", dell'insensibilità morale e dell'ignavia del male. Il lavoro di cura ha un ineludibile nocciolo etico perché richiede al curante una compromissione personale, che è sostanzialmente fatta di emozioni, sentimenti e pensieri che sostanziano le decisioni etiche dei clinici. Ma questo richiede al curante di acconsentire di discendere nei pozzi della propria anima, che Hillesum chiama i "pozzi della nostra miseria". In questo l'Angelo autore è durissimo: i suoi pensieri non nascondono nulla del peso di questo lavoro; è onesto fino in fondo nel descriverne le fatiche e le angosce, i limiti dell'organizzazione e della formazione, che spesso non sono in grado di aiutare gli infermieri clinici come dovrebbero e potrebbero. Ma anche corretto nel far intuire che forse nemmeno sarebbe possibile evitare del tutto questa sofferenza perché, come detto, è un lavoro che rende vulnerabili perché richiede sensibilità e riflessività. "Caring is costing morally", dicono i sacri autori… e questo Angelo ce lo ha reso evidente.
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Altre informazioni:

ISBN:
9791224094074
Formato:
ebook
Editore:
Youcanprint
Anno di pubblicazione:
2026
Dimensione:
559 KB
Protezione:
nessuna
Lingua:
Italiano
Autori:
Angelo Garda