Archeologia proibita dagli antichi Ercinici triassici agli Eocenici - “Le Arcaiche Civiltà scomparse, OOPART, Misteri, segreti e strane Scoperte” #948021

di Lucio Giuseppe Tarzariol

Lucio Tarzariol

(Ancora nessuna recensione) Scrivi una recensione
24,99€
Quello che leggerete in questo libro è una provocazione che vuole evidenziare alcune scoperte archeologiche, nascoste, proibite o volutamente ignorate come i numerosi OOPART (acronimo derivato dall’inglese Out Of Place ARTifacts, «manufatti, reperti fuori posto») termine coniato dal naturalista e criptozoologo statunitense Ivan T. Sanderson per dare un nome a una categoria di oggetti che sembrerebbero avere una difficile collocazione storica. Parliamo di quei reperti archeologici o paleontologici che, secondo comuni convinzioni riguardo al passato, si suppone non sarebbero potuti esistere nell’epoca a cui si riferiscono le datazioni iniziali. Questa volta la domanda non sarà chi ci visita dallo spazio? Ma chi era qui prima di noi? L’idea di questo libro nasce dalla mia casuale scoperta in Valle Strona, dove ero in vacanza con la famiglia per seguire alcune ricerche storiche, vacanza che mi aveva portato a scoprire, nel luglio 2018, assieme a Matteo Spezia, in prossimità di Rosarolo, presso l’omonimo fiume Strona, impressa in una roccia granitica datata dai geologi 270/300 milioni di anni, un’inspiegabile e misteriosa impronta umanoide che poteva essere una delle più antiche esistenti al mondo. Dico: “Poteva essere”, inquanto l’anno successivo è stata fatta sparire. Scoperta che mi ha poi portato casualmente a ipotizzare gli Ercinici triassici dato che scoperte del genere ne sono state fatte nel tempo. Si pensi ad esempio, alla scoperta fatta nel 1912, in una miniera di carbone in Oklahoma, dove fu trovata una pentola di ghisa, racchiusa in un deposito di carbone risalente a circa 312 milioni di anni fa. O si pensi all’impronta di ruota presumibilmente vecchia di 300 milioni di anni, trovata a circa un chilometro di profondità in una miniera di carbone nel 2008, situata a Donetsk, nella regione di Rostov, in Russia. Tutta una serie di casi curiosi che mi hanno portato a conoscere anche l’esistenza degli “Eocenici” scoperti dall’Ingegner Alessandro Porro.  Parliamo di esseri di antichissime Civiltà per l’appunto: Ercinica ed Eocenica; argomento affascinante e misterioso che ha catturato l’attenzione di molti ricercatori e appassionati di storia compreso, per l’appunto, anche il sottoscritto che ha avuto la fortuna di toccare con mano una di queste scoperte.
Negli anni’60, infatti, l’ingegnere Alessandro Porro, impegnato in ricerche idrogeologiche e petrolifere nella Pianura Padana, si imbatté in anomalie che avrebbero segnato la nascita di uno dei più affascinanti misteri italiani. Utilizzando un dispositivo da lui stesso ideato, il “Rabdomante Elettronico”, Porro rilevò la presenza di vaste cavità sotterranee di forma sferica. Le sue scoperte, ignorate dalla comunità scientifica ufficiale, furono riprese decenni dopo da un nuovo Rabdo Team, un gruppo di ricercatori indipendenti che ha cercato e sta cercando di documentare e divulgare le ipotesi di Porro che condusse ricerche approfondite su questa Civiltà avanzata che avrebbe vissuto sulla Terra milioni di anni fa. Secondo Porro, gli eocenici erano una civiltà altamente evoluta che possedeva conoscenze tecnologiche e spirituali avanzate e sarebbero in procinto di svegliarsi vivendo essi in sistemi di ibernazione geotermica, in una sorta di ibernazione sospesa, in strutture artificiali integrate nella crosta terrestre, nello specifico grandi sfere di cemento e titanio di decine di metri di diametro scoperte sotto terra a centinaia di metri.
 Ufficialmente si pensa che da quando umani e scimpanzé si sono separati, tra i cinque e gli otto milioni di anni fa, i nostri antenati si sarebbero evoluti fino a diventare Homo Sapiens, circa 300.000 anni fa. I fossili finora ritrovati ci hanno permesso di individuare ben 15 specie di ominini, che normalmente suddividiamo in quattro gruppi: bipedi facoltativi (come gli ardipitechi), bipedi abituali (australopitechi), bipedi obbligati (homo) e ominini robusti.
 Ma la realtà, alla luce di queste anacronistiche scoperte, è ben diversa. Sappiamo ad esempio, che uno scheletro umano, anatomicamente moderno, citato dall’antropologo francese Gabriel de Mortillet nel suo libro “Il Preistorico”, fu stato ritrovato nel Midi in Francia in una formazione rocciosa del Miocene, databile 25 milioni di anni fa. Nel Grand Canyon alcuni ricercatori hanno scoperto pure impronte risalenti a 313 milioni di anni fa. Inoltre sii ha notizia anche di scheletri ritrovati in Svizzera a Delémont, in una formazione dell’Eocene databile 38 milioni di anni fa e la lista è lunga. Del resto vi è chi sostiene che gli uccelli siano gli unici sopravvissuti alla grande estinzione di massa del tardo Cretaceo di 66 milioni di anni fa, causata dall’impatto di un asteroide che aveva un diametro di circa 10/15 chilometri, “Evento di Chicxulub,” l’impatto dell’asteroide sulla penisola dello Yucatán (Messico).
 Ma a parte questi casi, ci sono fatti ancora più curiosi, tanto da portare il noto geologo, ben due volte segretario dell’Ordine dei geologi italiani, Floriano Villa a confidare: “Le mie conoscenze sulle antiche Civiltà risalgono non a 10-15 mila anni fa, ma a decine di milioni di anni fa”.
 Ed è su questo che indagheremo in questo libro, cercando l’esistenza di esseri umanoidi presenti fin dall’orogenesi ercinica, o orogenesi varisica, cioè il processo che ha contribuito alla formazione delle montagne europee in seguito alla collisione continentale, avvenuta nel carbonifero tra i continenti Laurussia, Armorica, e il Gondwana. Il basamento ercinico, infatti, rappresenta l’ossatura geologica europea, formata tra 380 e 280 milioni di anni fa, su cui poggiano in discordanza le coperture del Triassico (252-201 milioni di anni fa). Dopo l’orogenesi ercinica, una fase distensiva ha portato alla deposizione dei sedimenti triassici sulla Pangea. Dinamica che riscontriamo per l’appunto, in Valle Strona, che vide un clima prevalentemente caldo-arido e la comparsa dei primi dinosauri e dei mammiferi fino all’Eocene (56-34 milioni di anni fa) che invece, è un’epoca cruciale dell’Era Cenozoica, segnata da un clima caldo che ha favorito l’evoluzione dei mammiferi moderni, inclusi i primi primati e cetacei. In questo periodo, caratterizzato da intensi movimenti tettonici che hanno formato catene montuose come le Alpi e le foreste che coprivano quasi tutto il pianeta. L’inizio dell’Eocene ha visto il “Massimo termico del Paleocene-Eocene”, un periodo di forte calore globale. Verso la fine, il clima è iniziato a rinfrescare, favorendo lo sviluppo di boscaglie e savane. Per cui dalla mia scoperta di orme databili più di 250/270 milioni di anni fa vista la roccia metamorfica granulitica, quale ”la Stronalite” dove sono state impresse, fino alla scoperta delle sfere degli eocenici da Parte di Alessandro Porro, che per l’appunto le colloca nell’Eocene, abbiamo un periodo di milioni di anni in cui la presenza umanoide è riscontrabile e tenuta segreta dato che le prove sono state fatte sparire o occultate e ignorate come è capitato a me personalmente con la scoperta in Valle Strona; e come è capitato all’ingegner Alessandro Porro del Rabdo Team originario, costretto da due oscuri personaggi a interrompere la ricerca, inquanto si sentì dire che l’umanità non era pronta per quel tipo di scoperte che dovrebbero essere avvenute avanti di 5-10.000 anni. Affermarono che comunque, entro due anni la cosa si sarebbe risolta, dato che entro due anni lo stesso ingegner Porro sarebbe morto. Fatto drasticamente avvenuto, come profetizzato nel ‘76. Oggi la sua documentazione che ci racconta di una Civiltà terrestre antica di 55 milioni di anni fa riprende terreno attraverso il nuovo “Rabdo Team” che con le loro pubblicazioni hanno riacceso questa “incredibile” Storia dimenticata che di seguito esporremmo nei dettagli assieme ad altre scoperte incredibili e alle civiltà di Atlantide, Mu e Lemuria.
Arcaiche Civiltà piene di simboli che hanno solcato immemori tempi trasformandosi nei secoli ma rimanendo ligi a concetti immutabili. Un messaggio prevale: “Quando un simbolo sopravvive all’impero che lo ha creato, non è cultura: è potere che ha imparato a nascondersi”.
Aggiunta al carrello in corso… L'articolo è stato aggiunto

Spedizione in 7-10 giorni, il costo può variare

Altre informazioni:

ISBN:
9791224435402
Formato:
print
Editore:
Lucio Tarzariol
Anno di pubblicazione:
2026
Pagine:
391
Lingua:
Italiano
Autori:
Lucio Giuseppe Tarzariol