"Sbagliata la diagnosi, sbagliata la cura."Perché, nonostante le mobilitazioni e le nuove leggi, il numero di omicidi in ambito familiare non accenna a diminuire? La risposta di Lorena Pensato è netta: abbiamo smesso di guardare la realtà per inseguire un dogma ideologico.
In
"Non è Patriarcato", l’autrice scardina il "Pensiero Unico" che riduce ogni tragedia relazionale a una questione di genere o di cultura maschilista. Attraverso un’indagine empirica su oltre 300 storie e l’analisi dei dati amministrativi del triennio 2021-2023, il libro riporta al centro del dibattito i
fattori di rischio sistematicamente ignorati:
- La zona grigia della salute mentale: L'incidenza di disturbi di personalità, depressione maggiore e psicosi che spesso precedono il delitto, ma che vengono derubricati a semplice "malvagità" o "possesso".
- L’alibi delle dipendenze: Il ruolo devastante di droghe e alcol, fattori che la narrativa attuale tende a minimizzare per non "sminuire" la colpa del patriarcato.
- Il paradosso dei dati: Come una lettura dei dati orientata esclusivamente al genere impedisca di comprendere la reale natura degli omicidi intrafamiliari.
- Critica alla cultura woke: Un'analisi di come il "politicamente corretto" e la cancel culture abbiano inquinato le strategie preventive e la formazione degli operatori.
Lorena Pensato, docente di Scienze Giuridiche ed economiche, esperta in pari opportunità, invita lettori, operatori del settore e istituzioni a uscire dalla
comfort zone collettiva. Questo non è solo un saggio d’indagine, ma un appello urgente a riformare istituti obsoleti — come il
vizio di mente — per costruire una prevenzione che salvi vite reali, basata sulla scienza e non sui post sui social.
Smetti di ripetere quello che dicono tutti. Inizia a guardare quello che nessuno vuole vedere. Perché se vogliamo salvare delle vite, dobbiamo avere il coraggio di chiamare il male con il suo vero nome.