Mela marcia #864393

di Labita Vito

Vito Labita

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Il testo di "Mela marcia" di Vito Labita sembra dipingere un mondo immaginario in cui la frutta è protagonista e vive una vita autonoma, quasi antropomorfa, in una città unica nel suo genere, Mela Marcia. Il racconto gioca con l'idea di una città popolata esclusivamente da frutti, un luogo lontano dalla presenza umana dove ogni tipo di frutta ha la libertà di interagire, riflettere su sé stessa e vivere senza le restrizioni del mondo reale.

La casualità degli incontri tra i frutti (la Mela con la Pera e la Ciliegia, il chicco d'uva che sorride alle fragole) crea un'atmosfera leggera e surreale, che può essere vista come una riflessione sulla libertà e l'autoespressione. Il fatto che frutta e verdura non siano mescolate o che le cipolle e l'aglio siano esclusi sottolinea un certo ordine o una categorizzazione nel mondo di "Mela marcia", in cui solo la frutta è protagonista di questa realtà fantasiosa.

Le immagini di frutta che si "spremono le meningi", di negozi che vendono succhi e gelati alla frutta, e di una città che profuma di freschezza, danno l'idea di un ambiente ricco di vita e di vitalità, una sorta di utopia in cui la frutta non è solo un alimento, ma un essere che si relaziona con se stesso e con gli altri in modo autonomo e creativo.

In questo contesto, "Mela marcia" diventa una metafora della libertà, dell'individualità e dell'incontro tra le diversità, ma anche una riflessione su come un mondo possa essere diverso da quello umano, pur essendo intrinsecamente legato alla stessa natura.

 
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Altre informazioni:

Formato:
ebook
Editore:
Vito Labita
Anno di pubblicazione:
2025
Dimensione:
670 KB
Protezione:
nessuna
Lingua:
Multilingua
Autori:
Labita Vito