C'è una civiltà sommersa in ognuno di noi.Atlantide non è solo una leggenda — è il luogo dove affondano i nostri dolori, i nostri amori perduti, i nostri miti personali.
Il cigno di Atlantide è la bellezza che emerge dall'abisso. È la creatura che nuota tra le rovine di ciò che eravamo e vola verso ciò che potremmo diventare.
Settantadue poesie che mescolano
mitologia e carne, alchimia e sangue, cosmo e corpo. Antropoetico scrive con lo sguardo di Anubi, con le mani dell'alchimista, con il cuore di chi ha visto gli occhi della morte nei genitori e ha scelto di restare vivo per trasformare il dolore in opera compiuta.
Troverai dei che giocano con galassie. Carni che bruciano su pali di carestia. Amori che diventano prigioni di baci. E un cigno bianco che emerge dalle acque nere di Atlantide portando sulla schiena tutto il peso della bellezza e del dolore
.
COSA TROVERAI- Mitologia contemporanea – Lo specchio di Anubi, il cigno di Atlantide, antri alchemici dove pietre sognano l'oro. Antropoetico usa i miti non come ornamento ma come linguaggio per dire l'indicibile.
- Amore possessivo e viscerale – "Fammi diventare il tuo re, voglio chiuderti nel castello delle mie voglie." L'amore come prigione dolce, come regno da difendere dai cavalieri malvagi del mondo.
- La morte dei genitori – "Nello sguardo di madre e di padre ho visto gli occhi della morte." Il dolore anticipato, il patibolo della vita sotto i loro piedi. Poesia che guarda in faccia la fine senza distogliere lo sguardo.
- Apocalisse e rinascita – "Carni bruciano su pali di fame e carestia appesi, resti di un mondo che si spegne." Critica feroce dell'umanità che ha spremuto la terra fino a infettarla. Ma anche speranza di trasformazione.
- Alchimia dell'anima – Alambicchi di misture, fumi che si diffondono nel buio della caverna, pietre che sognano l'oro. La poesia come processo alchemico che trasforma il piombo del dolore nell'oro della bellezza.
- Cosmico e trascendente – "Prima di salire sulle stelle per giocare con la galassia, voglio amarti." Lo sguardo che va oltre il corpo, oltre la terra, ma che torna sempre all'amore come ancora.
- Il dolore come cura – "Ti farò male come non credi... opererò nell'anima che proteggi... ma quando me ne andrò porterò con me i tuoi pesi." L'ultima poesia è una promessa: il buio finirà.
PERCHÉ LEGGERLOPerché
questa non è poesia da salotto. È poesia che scava nell'abisso, che sporca le mani di sangue e alchimia, che guarda la morte in faccia e le dice "non ancora".
Perché se ti sei mai sentito sommerso come Atlantide, se hai mai cercato di trasformare il dolore in qualcosa di bello, se hai visto la morte negli occhi di chi ami e hai capito che il tempo è finito —
queste poesie ti parleranno nella tua lingua madre.
Perché Antropoetico scrive come un alchimista che mescola mito e carne, cosmo e corpo, bellezza e orrore. Non cerca l'equilibrio — cerca la verità. E la verità è sempre squilibrata, sempre estrema, sempre vera.
IL TITOLOIl cigno di Atlantide — la bellezza che emerge dalla civiltà sommersa. Il cigno è la creatura più elegante che esiste, ma per nuotare deve affondare le zampe nell'acqua scura. Atlantide è la perfezione perduta, la città che affondò per la sua stessa grandezza.
Insieme, sono l'immagine perfetta di questa raccolta: bellezza che nasce dall'abisso, grazia che si regge sul dolore, luce che emerge dal buio delle acque profonde.
LO STILEDenso, mitologico, viscerale. Antropoetico usa immagini potenti — Anubi, alambicchi, carni che bruciano, galassie — per parlare di cose umane: amore, morte, dolore, trasformazione.
Non è poesia decorativa. È poesia che colpisce. Ogni verso ha il peso specifico del piombo che sta per diventare oro.
L'AUTOREAntropoetico è uno pseudonimo che significa: tutto ciò che è umano merita di essere scritto. Anche — soprattutto — ciò che sommerge, ciò che affonda, ciò che emerge dall'abisso trasformato.
Scrittore multidisciplinare (romanzi, saggi, poesie) e pittore, ha firmato
La Prigione,
L'anima che aspetta,
Il Moralista Ingiusto,
Non Sono Poesie,
Crisalide,
Tre scimmie,
Prima della Luna,
L'utero del mistero,
Mamma è morta,
Pirlare Impasti d'Anima,
In dissolvenza.
In
Il cigno di Atlantide, porta sulla pagina settantadue frammenti di mitologia personale — l'alchimia che trasforma il dolore in bellezza, la morte in vita, l'abisso in luce.
A CHI È DEDICATOA chi si sente sommerso.
A chi cerca la bellezza nell'abisso.
A chi vuole poesia che colpisce, non che consola.
A chi ama i miti non come storie del passato ma come linguaggio del presente.
A chi ha visto la morte negli occhi di chi ama.
A chi sa che la vera alchimia trasforma il dolore in oro.