"Gorkij" in russo significa "L'Amaro". Ed è questo il sapore della vera libertà. Dimenticate i salotti nobiliari di Tolstoj o la precisione clinica di Čechov. Maksim Gorkij non osservava il popolo dalla finestra: lui era il popolo.
In questa raccolta folgorante, scritta mentre l'Impero Russo iniziava a sgretolarsi, Gorkij compie una rivoluzione filosofica: prende gli scarti della storia – ladri, vagabondi, zingari e prostitute – e invece di chiedere pietà per loro, ne celebra la superiorità morale. Sono i bosyaki, l'aristocrazia degli straccioni. Uomini e donne che non possiedono nulla e proprio per questo non hanno nulla da temere.
Per il giovane Gorkij, il lavoro salariato e l'accumulo di denaro sono catene; la vera dignità risiede solo in chi ha il coraggio di vivere alla giornata, sfidando la fame e le intemperie pur di non piegare la testa. Dai porti di Odessa alla steppa sconfinata della Bessarabia, queste pagine sono un inno alla vita presa a mani nude.
Troverete Čelkaš, il ladro che umilia il contadino avido regalandogli il suo bottino; Makar Čudra, il vecchio zingaro che ci insegna che l'amore è una trappola se priva della libertà; e Danko, l'eroe che si strappa il cuore dal petto per illuminare il cammino degli altri. Tra miti di passione fatale, notti d'autunno sotto barche rovesciate e allegorie potenti come Il canto del falco, Gorkij ci sbatte in faccia una verità scomoda: chi vive strisciando nel sicuro non conoscerà mai la gioia vertiginosa del volo.
Questa raccolta contiene i racconti essenziali del primo Gorkij:
- Makar Čudra: L'amore tragico tra due zingari troppo fieri per sottomettersi.
- Čelkaš: Il confronto brutale tra la libertà del ladro e la schiavitù del denaro.
- La vecchia Izergil: La leggenda del cuore ardente di Danko.
- Emel’jan Piljaj: Il rifiuto etico del lavoro come forma di resistenza.
- Il canto del falco: Il celebre manifesto del coraggio contro la mediocrità.
- Una notte d'autunno: Un miracolo di solidarietà umana nel fango della miseria.
- Malva: Una donna libera come il mare che si rifiuta di appartenere a qualcuno.
- Nella steppa: La fame che riduce l'uomo a bestia, sotto il cielo indifferente.
- L'Uomo: L'inno finale all'essere umano che sfida la morte e avanza "sempre più in alto".
Un libro per chi è stanco delle convenzioni e cerca una voce che sappia ancora urlare contro il destino.