Non le chiese di tacere.
Se lo impose.
E in un mondo in cui l'obbedienza è sinonimo di sopravvivenza, il suo silenzio divenne l'unica cosa che lui non riusciva davvero a controllare.
Lontana da tutto ciò che conosceva e rinchiusa nella tenuta di Blackthorne, è vincolata da regole che non ha mai accettato e da un uomo la cui autorità è assoluta. Il conte è freddo, disciplinato e temuto, un maestro di autocontrollo che apprezza il silenzio sopra ogni altra cosa. Per lui, la sua silenziosa obbedienza è la prova del suo possesso. Per lei, è l'unico scudo che le è rimasto.
Ma il silenzio cambia significato sotto il suo controllo. Quello che inizia come paura si trasforma in resistenza. Quella che sembra sottomissione diventa consapevolezza. Con ogni ordine che lei esegue e ogni parola che trattiene, impara come funziona davvero il potere e quanto profondamente sconvolga l'uomo che lo detiene.
Lui non aveva mai avuto intenzione di interessarsene. Eppure il suo silenzio diventa la sua ossessione, la sua presenza il suo rimpianto. Più cerca di comandarla, più si rende conto che lei non è mai stata spezzata, ma solo in attesa. E quando capisce che lei non è mai stata di sua proprietà, il danno è già stato fatto.
Ora lei deve scegliere: rivendicare la sua libertà e perdere l'unico uomo che abbia mai visto veramente la sua forza, o rimanere in una vita in cui desiderio, controllo e devozione sono pericolosamente intrecciati e dove andarsene potrebbe costare loro tutto.
Perfetto per i lettori che amano i romanzi storici cupi, gli eroi moralmente complessi, la prigionia emotiva e le dinamiche di potere che si sviluppano lentamente.
Se amate le storie di possesso, silenzio e devozione proibita, questo libro vi rimarrà impresso a lungo dopo l'ultima pagina.